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Eutanasia negli Usa, rischi e pericoli


Le leggi sul suicidio assistito negli Stati Uniti sono state tutte approvate sulla base del presupposto che un malato terminale abbia meno di sei mesi di vita. Ma … se questa ipotesi fosse sbagliata?

La realtà è che, quando si viene incaricati di predire la morte di un paziente, spesso anche i professionisti meglio addestrati possono fare poco più che tirare i dadi.
Inoltre, le compagnie di assicurazione possono risparmiare un sacco di soldi spingendo i pazienti verso la morte invece di fornire i mezzi per mantenerli in vita. A causa di queste gravi preoccupazioni, le leggi sul suicidio assistito rappresentano un rischio troppo significativo.

Jeanette Hall, che vive in Oregon, aveva votato per il voto che ha reso legale il suicidio assistito nel suo stato. Qualche anno dopo, nel 2000, le fu diagnosticato un cancro terminale e le furono dati sei mesi di vita, che la abilitarono a chiedere il suicidio assistito. La Hall aveva due opzioni: ottenere la chemioterapia e tentare di combattere il cancro o prendere farmaci letali per porre fine alla sua vita. Il medico della Hall l'ha incoraggiata a combattere la sua malattia.

Diciassette anni dopo, Hall difende la pratica che inizialmente preferiva. "Sono così felice di essere viva!", a detto Hall ai media, però "se il mio medico avesse creduto nel suicidio assistito, sarei morta."

Questa storia e tante altre negli Stati Uniti illustrano perché un numero crescente di stati non è disposto a scommettere sulle vite dei pazienti. Al momento, solo una manciata di Stati ha legalizzato il suicidio assistito. Per fortuna, la pratica rimane illegale in 44 stati. E le proposte per legalizzarlo sono fallite oltre 200 volte, poiché i legislatori e il pubblico diventano più consapevoli del pericolo che la normativa per l’eutanasia pone.

I principali sostenitori delle leggi sul suicidio assistito spesso difendono la "morte con dignità" senza rivelare l'oscura parte nascosta del patto, cioè che queste leggi
sottopongono i dottori a un compito impossibile e danno alle compagnie assicurative i mezzi legali per negare il trattamento. Nessuna quantità di marketing fluido o appelli emotivi può cancellare la cruda verità: non c'è dignità nel forzare le persone a morire.