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#LibertàReligiosa:Massacro moschea Egitto: tutte Chiese suonano campane a lutto
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Le campane delle Chiese di tutto l’Egitto hanno suonato domenica 26 novembre per ricordare e in solidarietà in solidarietà con le vittime dell'attacco terroristico alla moschea del Sinai di sabato 25 novembre.
Più di 300 persone sono state uccise quando i militanti hanno preso di mira i fedeli in una della moschea al-Rawdah a Bir al-Abed, a ovest della città di Arish nella regione del Sinai.
Una bomba è esplosa e ha spinto i fedeli all fuga verso l’esterno, lì c’erano i terroristi che li falciavano a colpi di mitragliatore. Spari dei terroristi dell’ISIS hanno colpito anche le ambulanze che tentavano di accorrere in aiuto dei feriti.
L'attacco alla congregazione sufi - considerato eretico dai sunniti duri - ha fatto eco agli attacchi contro le chiese cristiane che hanno lasciato molti morti negli ultimi anni in Egitto. Annunciando il suono delle campane, il capo della Chiesa copta ortodossa in Gran Bretagna, il vescovo Angaelos, ha twittato che l'attacco alla moschea rappresentava "individui diversi, comunità diverse, fede diversa ... tutti però vittime della stessa insensata distruzione e dolore".
I militari egiziani hanno effettuato attacchi alle postazioni dei terroristi nel Sinai, attacchi ‘brutali’ come li ha definiti il Primo Ministro Al-Sisi che colpiranno i terroristi ovunque.
La sicurezza è stata una delle ragioni principali per cui i sostenitori di Al-Sisi lo sostengono anche in vita delle elezioni del prossimo anno.
Tra coloro che hanno condannato con sdegno l’accaduto c’è stato il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, Rev. Olav Fykse Tveit, che ha scritto al Grande Imam dell'Università Al-Azhar del Cairo, il Dr Ahmad al-Tayyeb, dicendo: "Dobbiamo condannare questo attacco sui nostri fratelli e sorelle musulmani come un disinteresse devastante per la vita umana, è così doloroso da affrontare quando le persone che stanno adorando sono prese di mira. Siamo accanto a te, camminiamo con te e non permetteremo che questo atto odioso ci divida ".