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Messaggio dal Presidente

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Cari amici,
Il mio nome è Emanuele Fusi, sono il Presidente della Fondazione Novae Terrae e spero che questa mia comunicazione non vi sia di disturbo durante le vostre attività.

È la prima volta che io mi rivolgo direttamente a Voi e lo faccio per ringraziarvi personalmente ad uno ad uno per la solidarietà che numerosi state dimostrando nel sostenere la nostra iniziativa di ricostruzione della Cattedrale di Aleppo distrutta dai bombardamenti dell’Isis, non mi riferisco solo al sostegno economico ma anche ai moltissimi messaggi di incoraggiamento che, oltre a farci piacere, danno un senso alla nostra opera.

I risultati raggiunti e la catena di solidarietà nata con questo progetto, ci hanno convinti a proseguire su questa strada, ovvero quella di portare aiuti tangibili ai perseguitati per motivi religiosi e di pensiero di tutto il Mondo. Come ha ricordato Papa Francesco, i martiri dei nostri giorni superano in numero quelli dei primi secoli della cristianità ed è un preciso dovere di chi ha la fortuna di vivere in Paesi più democratici quello di non dimenticarsi di coloro che vivono nel terrore e nella violenza e patiscono ogni giorno gravissime limitazioni della loro libertà.

Vogliamo portare il nostro aiuto concreto alle popolazioni che soffrono e offrirci come tramite per le persone che vorrebbero fare qualcosa ma non hanno gli strumenti diretti per poterlo fare. La nostra preoccupazione non è rivolta solamente al popolo siriano, ma a tutte quelle genti che vivono situazioni analoghe e di cui non parla quasi nessuno.

Ricordiamo i massacri nei confronti dei Cristiani nelle Filippine, le tensioni e i continui rapimenti in Nigeria, la difficilissima situazione del Venezuela e del Sudan, e l’elenco potrebbe continuare.

Per questa ragione e con questo obiettivo, Fondazione Novae Terrae ha deciso di aprire alcune sedi nei Paesi più a rischio, allo scopo di vigilare sull’evolversi delle varie situazioni, in maniera diretta senza il filtro dei mezzi di comunicazione e di informarvi sui fatti trovando insieme a voi il modo per rendersi davvero utili.

Abbiamo deciso di iniziare questo percorso dal Venezuela e da Cuba, poiché sono tra i paesi più poveri dell’America Latina e sull’orlo di cambiamenti epocali. Paesi in cui la povertà della gente ha raggiunto livelli inimmaginabili. La violenza e la limitazione delle libertà non sono solo quelle provocate dalle armi, ma anche quelle derivanti dalla riduzione un popolo a uno stato di assoluta povertà.

Il Venezuela è in tal senso un esempio eclatante. Esso è uno dei Paesi potenzialmente più ricchi del mondo, tra i principali produttori di petrolio e di materie prime del pianeta compresi i minerali essenziali all’industria dell’alta tecnologia. Fino a qualche anno fa era considerato l’Eden dell’America Latina e la sua moneta era un bene rifugio. Ora è un Inferno dove la gente muore letteralmente di fame nell’indifferenza del Mondo. L’inflazione in aprile ha raggiunto il 14.000 % su base annua e si stima che potrebbe raggiungere i 100.000 punti entro dicembre. Il salario medio di un lavoratore è inferiore a cinque dollari al mese, un chilo di riso costa la metà dello stipendio mensile e i prodotti di prima necessità, medicinali compresi, sono quasi del tutto scomparsi.

Caracas è considerata oggi la città più pericolosa del Mondo e la situazione, ormai fuori controllo, favorisce i narcotrafficanti di tutto il sud America che utilizzano indisturbati la rotta venezuelana e i suoi numerosi porti marittimi per il traffico di stupefacenti.
Perché tutto questo? Quali sono le ripercussioni sulla vita delle famiglie? Quali le dinamiche che hanno causato il disastro ? Esiste una via di uscita che non sia la guerra civile? Perché questa realtà passa quasi inosservata sotto gli occhi dell’opinione pubblica mondiale? Siamo sicuri che tutta la colpa sia della sinistra che governa il Paese ? Cosa possiamo fare per renderci utili?

Noi saremo stabilmente presenti nel Paese a partire dall’inizio di Giugno anche per cercare di dare una risposta a queste domande.

In questi giorni stiamo prendendo accordi per aprire altre sedi in Nigeria, in Sudan e nelle Filippine, dove riteniamo di poter dare un importante contributo.

Degli sviluppi di questa nostra iniziativa di internazionalizzazione e vicinanza alle situazioni di crisi provvederemo a tenervi informati periodicamente sia via mail che tramite il nostro sito web e la nostra pagina Facebook.

Mi preme inoltre informarvi che breve la Fondazione si aprirà ai volontari. Pertanto chiunque vorrà collaborare attivamente allo sviluppo dei nostri progetti, dedicando del tempo alle iniziative che ritiene più meritevoli, potrà farlo anche da remoto.

Abbiamo bisogno di tutti!

Di questa nuova opportunità per rendersi utili torneremo presto a parlare illustrandovi le modalità operative.

Sono assolutamente certo di poter contare sul vostro fondamentale aiuto per supportare questo nuovo corso della nostra Fondazione.

Ringrazio per il tempo dedicatomi e vi assicuro che leggerò personalmente ogni commento che avrete la gentilezza di inviarci in merito a questi temi.

Emanuele Fusi

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